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Porti: firmato appello a Conte per la riapertura

Abbiamo sottoscritto con convinzione la lettera di appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte proposta da Green Italia.

Al primo ministro chiediamo che si riveda la parte del decreto del 7 aprile 2020 in cui si afferma che, per l’intero periodo di durata dell’emergenza sanitaria nazionale, i porti italiani non possono essere considerati come “luoghi sicuri” e per questo motivo non possono accogliere le persone soccorse in mare da parte di unità navali battenti bandiera straniera  al di fuori dell’area di ricerca e soccorso (SAR) italiana.

Nonostante quasi tutte le misure adottate da quel decreto siano state riviste, quelle relative al soccorso in mare restano in vigore fino al 31 luglio 2020. Dunque, mentre a partire dal prossimo 3 giugno sarà possibile spostarsi da e per l’estero, tutti i porti italiani continueranno ad essere chiusi per tutti coloro che vengono soccorsi in mare.

Ostacolare i soccorsi in mare significa negare un diritto fondamentale ed inviolabile come quello alla vita.

Sicuramente l’allerta è e deve restare alta per evitare di mettere nuovamente sotto pressione il già debole sistema sanitario nazionale, tuttavia organizzare dei presidi sanitari nei diversi porti italiani permetterebbe di mappare, e quindi governare, gli arrivi nel nostro paese e di avviare, eventualmente, procedure di contenimento del contagio di Covid-19 in caso di necessità.

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