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Le nostre webinar

I temi dell’immigrazione e dell’integrazione vengono spesso affrontati in modo semplicistico con l’obiettivo di influenzare negativamente l’opinione pubblica. Ad una visione che cavalca i sentimenti di paura verso l’altro, lo straniero, il diverso, se ne oppone una irenica della società multietnica che, al pari della prima, contrasta con quanto la realtà ci dimostra.

Con il Corriere della salute migrante abbiamo provato ad accorciare le distanze tra la realtà e la percezione diffusa del fenomeno migratorio.

Dal 28 gennaio abbiamo dato inizio ad un ciclo di incontri, per approfondire, insieme ad esperti del settore, l’impatto sociale, economico e culturale dell’immigrazione in Italia e in Europa.

Non hai potuto seguire in diretta le webinar? Rivedile qui o sul nostro canale YouTube.

Rivedi il terzo appuntamento

“La gestione del fenomeno migratorio

Le grandi trasformazioni politiche ed economiche che hanno caratterizzato gli ultimi venti anni hanno avuto forti conseguenze anche dal punto di vista migratorio. L’Europa meridionale è diventata progressivamente uno dei poli di attrazione dell’immigrazione, dopo essere stata per oltre un secolo una delle più grandi fonti di emigrazione.

In Italia la trasformazione del fenomeno migratorio ha coinciso con la trasformazione del sistema politico a partire dagli anni ‘90 del ‘900. Il dibattito e le polemiche sull’immigrazione hanno assunto un ruolo importante fino a generare un processo di politicizzazione della questione migratoria.

L’instabile legislazione, adottata con vari e continui decreti leggi, spesso reiterati e quasi mai convertiti in legge, dimostra la difficoltà a considerare il fenomeno migratorio un elemento strutturale della società italiana. Il continuo affermarsi delle ragioni della sicurezza su quelle dell’integrazione ha finito per favorire l’immigrazione irregolare ed una approssimativa gestione del fenomeno migratorio.

Ne parliamo insieme a:
Francesco Aureli,  Sanità di Frontiera
Pietro Bartolo, Eurodeputato PD
Stefania Prestigiacomo, Deputata FI
Mario Savino, Università della Tuscia
Nello Scavo, Giornalista

Modera
Daniela Preziosi, Giornalista

Rivedi la seconda webinar: “Covid e migrazioni. La frontiera della salute

Con noi:
Stella Egidi,  Medici Senza Frontiere
Salvatore Geraci, Caritas
Walter Ricciardi, Università Cattolica
Livia Turco, Fondazione Nilde Iotti
Modera
Giulia Cavalcanti, Giornalista

Rivedi la prima webinar: “La distorsione narrativa del fenomeno migratorio”

Con noi:
Alessandra Aluigi, Ass. Politiche Sociali VIII Municipio Roma
Luca Di Sciullo, Presidente IDOS
Salvatore Fachile, Avvocato ASGI
Francesca Mannocchi, giornalista e documentarista
Modera
Maura Pisciarelli, Giornalista

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Le nostre webinar

Lo sgombero del presidio umanitario di Piazzale Spadolini, promosso il 14 luglio dalla delegata alle periferie del Comune di Roma Federica Angeli e messo in atto da Comune, Questura, Prefettura, Municipio, Grandi Stazioni, Rete Ferroviaria italiana e BNL, è stato, in continuità con gli innumerevoli sgomberi degli ultimi anni, un’ennesima operazione priva di efficacia e incapace di affrontare un fenomeno sociale complesso.

Nessuna soluzione alternativa è stata infatti immaginata per le persone che trovavano riparo in quel luogo, in molti casi soggetti estremamente vulnerabili.

La stretta collaborazione tra le diverse associazioni che da diversi anni operano presso il presidio, ha consentito di intercettare molte persone fragili (minori non accompagnati, donne sole, persone con problemi di salute), migranti recentemente sbarcati sulle nostre coste e in transito verso altri paesi europei, migranti stabilmente presenti in Italia ma esclusi dal circuito dell'accoglienza cittadina del Comune di Roma, richiedenti asilo e rifugiati che non hanno una dimora.

A Piazzale Spadolini queste persone hanno trovato cibo, acqua e vestiario, un primo approdo di accoglienza, assistenza, legale e
sanitaria, supporto psicologico. Ogni giorno arrivano a Piazzale Spadolini in media 20 persone e la media di presenze giornaliere è di circa 100 -120 persone.

Le continue segnalazioni alla Sala Operativa Sociale e all'Ufficio Immigrazione del Comune di Roma da parte della rete associativa, per chiedere che vengano accolte le persone vulnerabili, hanno trovato difficilmente risposta e non poteva essere
altrimenti visto il continuo e progressivo depotenziamento del circuito cittadino dell’accoglienza.

Anche in questa occasione la situazione non è stata diversa: le persone allontanate da Piazzale Spadolini sono state letteralmente sostituite da fioriere, in un ipocrita intervento di riqualificazione urbana che lascia senza alternative dignitose degli esseri umani.

Questa ennesima operazione conferma la mancanza di una visione lucida e lungimirante del grave fenomeno dell'esclusione sociale a Roma, della capacità di pianificazione di interventi sociali graduali ma incisivi e della volontà politica di fornire delle risposte. In varie occasioni le associazioni scriventi hanno affermato che le operazioni di sgombero, come quella del 14 luglio, non risolvono in alcun modo il fenomeno della marginalità sociale a Roma, ma hanno solo l’effetto di spostare di pochi metri le persone, che saranno costrette a cercare riparo in altri luoghi ancor più isolati e irraggiungibili.

Si tratta ancora una volta di una manifestazione di irresponsabilità a cui va tempestivamente posto rimedio.

Sanità di Frontiera
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Medu - Medici per i Diritti Umani
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