Home > Le ultime notizie > La (discutibile) distinzione tra rifugiati e migranti

La (discutibile) distinzione tra rifugiati e migranti

Con il suo articolo “La (discutibile) distinzione tra rifugiati e migranti”, pubblicato sul Corriere della Sera il 19 giugno 2018, Donatella Di Cesare pone l’accento su due parole cariche di sostanza, al centro dell’attuale dibattito politico.

Rifugiato” è colui che scappa da una situazione di guerra o persecuzione, il cui status è riconosciuto dalla Convenzione di Ginevra del 1951. Nell’immaginario il “rifugiato” porta con sé un mondo di significati che lo rendono “positivo”, “accettabile”.

Il “migrante”, invece, non ha uno status riconosciuto, è un termine più generico e divenuto inquietante per l’immaginario pubblico, il più povero fra i poveri, a volte confondendosi con un potenziale “nemico subdolo”. Insomma, il “migrante” evoca un concetto di minaccia.

Consigliamo vivamente l’articolo della Di Cesare, perché fa riflettere su come questa distinzione terminologica sia fuorviante e, ormai, superata. Chi scappa da situazioni di povertà, peraltro causate spesso da sfruttamento e crisi finanziarie di cui siamo tutti corresponsabili, non ha meno dignità di chi è definito “rifugiato”.

Fonte: www.corriere.it

Sanità di Frontiera

Via Giulio Cesare, 71
00192 Roma
C.F. 97871340580

Contatti

(+39) 06 4520 9739
info@sanitadifrontiera.org
Privacy Policy
Cookie Policy