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Lavora con noi

Se la tua aspirazione professionale è essere parte di un gruppo dinamico di esperti di cooperazione internazionale, progettazione europea e formazione, profondamente convinto che il diritto alla salute di tutti sia alla base di un mondo più equo, inclusivo, aperto e rispettoso della diversità, sei la persona giusta per entrare nel team di Sanità di Frontiera.

Se desideri dare un supporto alle nostre azioni di assistenza ai più vulnerabili nel settore delle diseguaglianze, del benessere psicofisico, dell’inclusione sociale e del rispetto dei diritti umani in Italia e all’estero guarda le ultime posizione aperte.

Posizioni aperte

Medico per Unità Mobile – Salute e inclusione

Contesto
Tra i vari progetti Sanità di Frontiera ha attivato dal 2018 una Unità Mobile che offre assistenza sanitaria e orientamento ai servizi socio-assistenziali alle persone svantaggiate con l’obiettivo di contribuire al miglioramento del livello di salute e benessere psico-fisico.
Siamo alla ricerca di un medico con esperienza in medicina delle migrazioni e /o lavoro in contesti di fragilità da inserire nel potenziamento delle azioni della nostra Unità Mobile.
Luogo: Roma, itinerante su Unità Mobile o nei centri di accoglienza/insediamenti
Orari: part – time
Durata: 6 mesi (rinnovabili)
Inizio attività: settembre 2021
Scarica la descrizione completa del profilo

Per candidarsi:  inviare CV insieme alla lettera di motivazione a: info@sanitadifrontiera.org
Termine per invio candidature: 2 agosto 2021

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Lo sgombero del presidio umanitario di Piazzale Spadolini, promosso il 14 luglio dalla delegata alle periferie del Comune di Roma Federica Angeli e messo in atto da Comune, Questura, Prefettura, Municipio, Grandi Stazioni, Rete Ferroviaria italiana e BNL, è stato, in continuità con gli innumerevoli sgomberi degli ultimi anni, un’ennesima operazione priva di efficacia e incapace di affrontare un fenomeno sociale complesso.

Nessuna soluzione alternativa è stata infatti immaginata per le persone che trovavano riparo in quel luogo, in molti casi soggetti estremamente vulnerabili.

La stretta collaborazione tra le diverse associazioni che da diversi anni operano presso il presidio, ha consentito di intercettare molte persone fragili (minori non accompagnati, donne sole, persone con problemi di salute), migranti recentemente sbarcati sulle nostre coste e in transito verso altri paesi europei, migranti stabilmente presenti in Italia ma esclusi dal circuito dell'accoglienza cittadina del Comune di Roma, richiedenti asilo e rifugiati che non hanno una dimora.

A Piazzale Spadolini queste persone hanno trovato cibo, acqua e vestiario, un primo approdo di accoglienza, assistenza, legale e
sanitaria, supporto psicologico. Ogni giorno arrivano a Piazzale Spadolini in media 20 persone e la media di presenze giornaliere è di circa 100 -120 persone.

Le continue segnalazioni alla Sala Operativa Sociale e all'Ufficio Immigrazione del Comune di Roma da parte della rete associativa, per chiedere che vengano accolte le persone vulnerabili, hanno trovato difficilmente risposta e non poteva essere
altrimenti visto il continuo e progressivo depotenziamento del circuito cittadino dell’accoglienza.

Anche in questa occasione la situazione non è stata diversa: le persone allontanate da Piazzale Spadolini sono state letteralmente sostituite da fioriere, in un ipocrita intervento di riqualificazione urbana che lascia senza alternative dignitose degli esseri umani.

Questa ennesima operazione conferma la mancanza di una visione lucida e lungimirante del grave fenomeno dell'esclusione sociale a Roma, della capacità di pianificazione di interventi sociali graduali ma incisivi e della volontà politica di fornire delle risposte. In varie occasioni le associazioni scriventi hanno affermato che le operazioni di sgombero, come quella del 14 luglio, non risolvono in alcun modo il fenomeno della marginalità sociale a Roma, ma hanno solo l’effetto di spostare di pochi metri le persone, che saranno costrette a cercare riparo in altri luoghi ancor più isolati e irraggiungibili.

Si tratta ancora una volta di una manifestazione di irresponsabilità a cui va tempestivamente posto rimedio.

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Contatti

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info@sanitadifrontiera.org

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