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Diventa Volontario

Un volontario non è altri che un buon cittadino che sceglie di impegnare parte del suo tempo gratuitamente per una causa o azione sociale a favore della comunità di cui fa parte.

Per diventare volontario di Sanità di Frontiera è importante capire se si è pronti ed adatti ad entrare in contatto con un contesto fragile e ad alto coinvolgimento emotivo, e se si è disposti a lavorare sulla propria disponibilità all’ascolto, al lavoro d’equipe e al sapersi relazionare con empatia.

Se sei interessato, compila il form o scrivici. Ti contatteremo per un eventuale colloquio.




    (Esempio: "30/10/1980")




    al trattamento dei Suoi dati personali da parte del Titolare per l’invio di comunicazioni promozionali e di marketing relative a corsi di formazione e/o altre iniziative connesse all’attività di SDF o di suoi partners commerciali, incluso l’invio di newsletter e ricerche di mercato, attraverso strumenti automatizzati (sms, mms, email, notifiche push, fax, sistema di chiamata automatizzati senza operatore, utilizzo dei social network) e strumenti tradizionali (posta cartacea, telefono con operatore).

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    al trattamento da parte del Titolare per la comunicazione dei Suoi dati personali a società con le quali il Titolare abbia stipulato accordi commerciali e/o convenzioni, appartenenti alle seguenti categorie: professionisti, società o enti di comunicazione e marketing; professionisti, società o enti operanti in ambito legale, tributario/fiscale, finanziario, contabile/amministrativo, assicurativo, formativo, informatico/tecnologico; professionisti, società o enti operanti in ambito socio-umanitario; professionisti, società o enti operanti in ambito immobiliare e in ambiti correlati; professionisti, società o enti operanti nel settore delle produzioni televisive e cinematografiche; professionisti, società o enti del settore sanitario, medicale/farmaceutico e fornitori di servizi per la persona e per il tempo libero, per loro finalità di marketing diretto attraverso strumenti automatizzati o strumenti tradizionali.

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    al trattamento da parte del Titolare per lo svolgimento di indagini statistico-scientifiche relative al mondo medico-sanitario ed al benessere dei cittadini.

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    al trattamento da parte del Titolare per lo svolgimento di attività di profilazione volte a migliorare la qualità dei servizi erogati e l’adeguatezza delle comunicazioni commerciali alle Sue preferenze.

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    Diventa volontario

    Lo sgombero del presidio umanitario di Piazzale Spadolini, promosso il 14 luglio dalla delegata alle periferie del Comune di Roma Federica Angeli e messo in atto da Comune, Questura, Prefettura, Municipio, Grandi Stazioni, Rete Ferroviaria italiana e BNL, è stato, in continuità con gli innumerevoli sgomberi degli ultimi anni, un’ennesima operazione priva di efficacia e incapace di affrontare un fenomeno sociale complesso.

    Nessuna soluzione alternativa è stata infatti immaginata per le persone che trovavano riparo in quel luogo, in molti casi soggetti estremamente vulnerabili.

    La stretta collaborazione tra le diverse associazioni che da diversi anni operano presso il presidio, ha consentito di intercettare molte persone fragili (minori non accompagnati, donne sole, persone con problemi di salute), migranti recentemente sbarcati sulle nostre coste e in transito verso altri paesi europei, migranti stabilmente presenti in Italia ma esclusi dal circuito dell'accoglienza cittadina del Comune di Roma, richiedenti asilo e rifugiati che non hanno una dimora.

    A Piazzale Spadolini queste persone hanno trovato cibo, acqua e vestiario, un primo approdo di accoglienza, assistenza, legale e
    sanitaria, supporto psicologico. Ogni giorno arrivano a Piazzale Spadolini in media 20 persone e la media di presenze giornaliere è di circa 100 -120 persone.

    Le continue segnalazioni alla Sala Operativa Sociale e all'Ufficio Immigrazione del Comune di Roma da parte della rete associativa, per chiedere che vengano accolte le persone vulnerabili, hanno trovato difficilmente risposta e non poteva essere
    altrimenti visto il continuo e progressivo depotenziamento del circuito cittadino dell’accoglienza.

    Anche in questa occasione la situazione non è stata diversa: le persone allontanate da Piazzale Spadolini sono state letteralmente sostituite da fioriere, in un ipocrita intervento di riqualificazione urbana che lascia senza alternative dignitose degli esseri umani.

    Questa ennesima operazione conferma la mancanza di una visione lucida e lungimirante del grave fenomeno dell'esclusione sociale a Roma, della capacità di pianificazione di interventi sociali graduali ma incisivi e della volontà politica di fornire delle risposte. In varie occasioni le associazioni scriventi hanno affermato che le operazioni di sgombero, come quella del 14 luglio, non risolvono in alcun modo il fenomeno della marginalità sociale a Roma, ma hanno solo l’effetto di spostare di pochi metri le persone, che saranno costrette a cercare riparo in altri luoghi ancor più isolati e irraggiungibili.

    Si tratta ancora una volta di una manifestazione di irresponsabilità a cui va tempestivamente posto rimedio.

    Sanità di Frontiera
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    Medu - Medici per i Diritti Umani
    Intersos

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