Unità mobile "Salute e Inclusione" a Roma

Home > Cosa facciamo > Progetti > Interventi in Italia > Unità mobile “salute e inclusione” a Roma

L’Unità Mobile “Salute e Inclusione”, attiva da ottobre 2018 a Roma, offre assistenza sanitaria e orientamento ai servizi socio-assistenziali alle persone svantaggiate, in particolare migranti, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento del livello di salute e benessere psico-fisico.

Tale servizio, realizzato in partenariato con ASL Roma 1, Policlinico Umberto I e Centro Nazionale per la Salute Globale, rientra nell’ambito del Progetto “Sanità di Frontiera” e si avvale del prezioso contributo di Consulcesi Onlus, Obolo di S. Pietro, Otto per Mille della Chiesa Valdese e Fondazione Nazionale per le Comunicazioni (FNC).

Le principali attività

Le principali attività consistono essenzialmente in:

 

  • Informazione e orientamento sul sistema salute e sull’accesso ai servizi presenti sul territorio (realtà pubbliche e privato sociale) e accompagnamento ai servizi medico-sanitari territoriali.
  • Erogazione di un servizio permanente d’informazione sul diritto alla salute.
  • Realizzazione e diffusione di materiale che garantisca il raccordo tra i beneficiari del progetto e i servizi di zona.
  • Fornitura di servizi di assistenza medico-sanitaria (visite medico-sanitarie di base).

L’equipe è composta da un medico e due mediatori interculturali

Giorni e orari dell’Unità Mobile a Roma

L’Unità mobile opera il lunedì, il mercoledì e il venerdì pomeriggio in varie aree disagiate della Città Metropolitana di Roma.

Per informazioni più specifiche relative a ubicazione e orari di intervento scrivici all’indirizzo info@sanitadifrontiera.org

Home > Cosa facciamo > Progetti > Interventi in Italia > Unità mobile “salute e inclusione” a Roma

Unità mobile “salute e inclusione” a Roma

Lo sgombero del presidio umanitario di Piazzale Spadolini, promosso il 14 luglio dalla delegata alle periferie del Comune di Roma Federica Angeli e messo in atto da Comune, Questura, Prefettura, Municipio, Grandi Stazioni, Rete Ferroviaria italiana e BNL, è stato, in continuità con gli innumerevoli sgomberi degli ultimi anni, un’ennesima operazione priva di efficacia e incapace di affrontare un fenomeno sociale complesso.

Nessuna soluzione alternativa è stata infatti immaginata per le persone che trovavano riparo in quel luogo, in molti casi soggetti estremamente vulnerabili.

La stretta collaborazione tra le diverse associazioni che da diversi anni operano presso il presidio, ha consentito di intercettare molte persone fragili (minori non accompagnati, donne sole, persone con problemi di salute), migranti recentemente sbarcati sulle nostre coste e in transito verso altri paesi europei, migranti stabilmente presenti in Italia ma esclusi dal circuito dell'accoglienza cittadina del Comune di Roma, richiedenti asilo e rifugiati che non hanno una dimora.

A Piazzale Spadolini queste persone hanno trovato cibo, acqua e vestiario, un primo approdo di accoglienza, assistenza, legale e
sanitaria, supporto psicologico. Ogni giorno arrivano a Piazzale Spadolini in media 20 persone e la media di presenze giornaliere è di circa 100 -120 persone.

Le continue segnalazioni alla Sala Operativa Sociale e all'Ufficio Immigrazione del Comune di Roma da parte della rete associativa, per chiedere che vengano accolte le persone vulnerabili, hanno trovato difficilmente risposta e non poteva essere
altrimenti visto il continuo e progressivo depotenziamento del circuito cittadino dell’accoglienza.

Anche in questa occasione la situazione non è stata diversa: le persone allontanate da Piazzale Spadolini sono state letteralmente sostituite da fioriere, in un ipocrita intervento di riqualificazione urbana che lascia senza alternative dignitose degli esseri umani.

Questa ennesima operazione conferma la mancanza di una visione lucida e lungimirante del grave fenomeno dell'esclusione sociale a Roma, della capacità di pianificazione di interventi sociali graduali ma incisivi e della volontà politica di fornire delle risposte. In varie occasioni le associazioni scriventi hanno affermato che le operazioni di sgombero, come quella del 14 luglio, non risolvono in alcun modo il fenomeno della marginalità sociale a Roma, ma hanno solo l’effetto di spostare di pochi metri le persone, che saranno costrette a cercare riparo in altri luoghi ancor più isolati e irraggiungibili.

Si tratta ancora una volta di una manifestazione di irresponsabilità a cui va tempestivamente posto rimedio.

Sanità di Frontiera
Baobab Experience
Medu - Medici per i Diritti Umani
Intersos

Sanità di Frontiera

Piazza Farnese, 44
00186 - Roma
C.F. 97871340580

Contatti

(+39) 06 45508615
info@sanitadifrontiera.org

Iscriviti alla newsletter
Lavora con noi
Privacy Policy
Cookie Policy