Unità mobile “salute e inclusione” nel Sud Italia

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Sanità di Frontiera ha attivato una partnership con l’Organizzazione MEDU (Medici per i Diritti Umani) che ha permesso di rinnovare e riattivare da dicembre 2017, nel sud d’Italia, una Unità Mobile nel territorio della Piana di Gioia Tauro, in Calabria, e, da gennaio 2019, anche in Puglia presso la zona della Capitanata.

L’Unità Mobile fornisce assistenza medico-sanitaria ed orientamento socio-legale e sui diritti del lavoro ai braccianti stranieri presenti nella zona di S. Ferdinando, impiegati nella raccolta stagionale degli agrumi.

In questa zona, almeno 3.500 persone, distribuite tra i vari insediamenti informali sparsi nella Piana, forniscono manodopera flessibile e a basso costo ai produttori locali di arance, clementine e kiwi durante l’inverno. Le condizioni lavorative di sfruttamento e le situazioni abitative di degrado e marginalizzazione continuano a rappresentare i caratteri dominanti in questo contesto, rimasto di fatto invariato nel corso degli anni.

La situazione risulta drammatica sotto vari aspetti. Il degrado, le baracche, la plastica ed i rifiuti costringono le persone a condizioni di vita terribili. Nella vecchia tendopoli di San Ferdinando, nella zona industriale, che è diventata uno dei ghetti più grandi d’Italia, hanno trovato posto 2.000 persone in tende e baracche affollate e gelide; nel capannone attiguo – che doveva far parte della nuova struttura d’accoglienza allestita lo scorso agosto ma che gli enti gestori vogliono chiudere – vi dormono 250 persone; in una vecchia fabbrica abbandonata a poca distanza vivono 300 lavoratori in condizioni di estremo disagio. I servizi igienici sono assenti o fatiscenti.

Le principali attività

 

L’Unità Mobile ha operato negli scorsi mesi (dicembre 2017-aprile 2018), durante la stagione delle raccolte, per 4 giorni a settimana, in orario pomeridiano (dalle 15.30 fino a tarda sera, a seconda delle necessità), assistendo circa 20 persone al giorno.

Le zone in cui si sono realizzate le attività in questi mesi sono la baraccopoli di San Ferdinando e altri insediamenti informali, abbandonati, in aree limitrofe (un casolare occupato a Taurianova e un casale industriale vicino alla tendopoli).

Il servizio offerto dall’Unità Mobile è stato ad oggi molteplice:

  • prima visita medica generica;
  • informazione sui diritti alla salute e orientamento ai servizi socio-sanitari della zona;
  • informazione sui diritti dei lavoratori;
  • supporto legale circa varie tematiche, tra cui quelle connesse al lavoro (in partnership con alcuni sindacati locali);
  • accompagnamento presso ambulatori medici (in particolare quello per stranieri di Rosarno);
  • accompagnamento presso servizi di zona per l’espletamento di procedure burocratiche (spesso tali servizi sono infatti ubicati in zone difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici);
  • raccolta di dati sulla situazione lavorativa e sanitaria degli utenti.

Alcuni dati

484 persone assistite – 662 visite realizzate

Si è trattato per lo più di giovani lavoratori, con un’età media di 29 anni, provenienti dall’Africa subsahariana occidentale (soprattutto Mali, Senegal, Gambia, Guinea Conakry e Costa d’Avorio). Non mancano le donne, circa 100, quasi tutte provenienti dalla Nigeria e vittime di tratta a scopo di prostituzione.

Dal punto di vista medico-sanitario, le condizioni abitative e di lavoro pregiudicano in maniera importante la salute fisica e mentale dei lavoratori stagionali.

Principali patologie riscontrate:

  • Apparato digerente (21%)
  • Sistema respiratorio (17%) direttamente riconducibili allo stato d’indigenza e di precarietà sociale e abitativa;
  • Apparato osteomioarticolare (22%) correlate particolarmente all’attività lavorativa.

Alcune delle persone visitate presentano chiari segni riconducibili a torture e sintomi da disturbo da stress post-traumatico e disagio psicologico, verosimilmente connessi agli eventi traumatici vissuti nei paesi di origine e lungo le rotte migratorie, in particolare in Libia.

Da sottolineare come l’Unità Mobile non si sostituisca ai servizi pubblici presenti in loco, bensì cerchi di rafforzarli e renderli accessibili. L’attività si è concretizzata anche in azioni di advocacy, attraverso il coinvolgimento di varie istituzioni, tra cui il neo sindaco di San Ferdinando e i commissari straordinari della Piana di Gioia Tauro, di Castelvolturno e della Capitanata di Foggia, dove insistono i più ampi insediamenti di braccianti stranieri.

Un’analisi completa dell’attività svolta a San Ferdinando è stata presentata, con un documento dal titolo “I dannati della Terra”, presso la Sala Stampa Estera lo scorso 3 maggio 2018 ed è disponibile al seguente link.

A questo link https://youtu.be/n-iJNCXKdAQ è possibile visitare un breve reportage della missione di OIS presso la tendopoli di San Ferdinando, avvenuta lo scorso aprile 2018.

Sanità di Frontiera

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00192 Roma
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Contatti

(+39) 06 4520 9739
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