Emergenza terremoto e Covid-19: la nostra risposta

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 Interventi di emergenza psico-socio-sanitario.

Se una società vuole veramente proteggere i suoi bambini, deve cominciare con l’occuparsi dei genitori (John Bolby)

Il 26 novembre 2019, un violentissimo terremoto ha colpito la costa settentrionale dell’Albania: decine di morti, molti feriti e migliaia di sfollati.
La situazione sanitaria è apparsa subito molto critica. Per questo siamo intervenuti con la nostra Unità Mobile in collaborazione con il  partner locale, Fundjave Ndryshe, per distribuire medicinali, coperte, viveri e beni di prima necessità, e assistito alcune famiglie nei villaggi più colpiti. Abbiamo portato sostegno in particolare a Thumane, epicentro del terremoto, a Manze, Bubq, San Jak, Shijak, villaggi maggiormente colpiti.

Con il supporto di Consulcesi Onlus, abbiamo monitorato i territori più colpiti nella zona tra Durazzo e Tirana, rilevando i bisogni principali: il nostro obiettivo, oltre a sostenere nell’immediato le comunità più colpite, era garantire un supporto a lungo termine mettendo in campo le nostre competenze nelle fasi della ricostruzione che seguono l’emergenza, con interventi psicosociali e sanitari.

Eventi come questo creano disturbi traumatici e post-traumatici, spesso gravi, in particolare nei bambini, con patologie  che si prolungano nel tempo. È infatti risaputo come l’esposizione ad eventi drammatici determinino il Disturbo da Stress Post Traumatico, che rende l’individuo più vulnerabile e lo mette nella condizione di vivere in un costante stato di allerta e di minaccia alla propria incolumità. La persona inizia a manifestare sintomi fisici, ma anche paura, rabbia, colpa, o vergogna, sentimenti negativi verso se stessi e l’ambiente circostanti: una “vulnerabilità” che crea forti difficoltà specialmente alle fasce di popolazione già in situazione di fragilità sociale e/o economica.

Analizzando la situazione ci siamo resi conto di come le conseguenze più drammatiche le stavano vivendo i bambini dai 0 ai 5 anni che, erroneamente, percepiti come privi di emozioni e paure, erano tagliati fuori dai percorsi protetti di supporto sia materiale che psico-sociale previsti invece per i bambini più grandi.

IL NOSTRO INTERVENTO
Per questo ci siamo quindi concentrati sui nuclei familiari con bambini 0 – 5 anni e coppie in attesa. Il primo intervento si è svolto a Shengjin, dove in 3 alberghi erano state accolte più di 1000 persone sfollate a causa del sisma.

La nostra prima azione è stata di sostegno materiale, grazie anche alla rete di collaborazioni con le altre ONG che operavano a Shengjin, abbiamo distribuito più di 100 Healthy Growth Kit, il Kit per la Crescita Sana, con prodotti per la cura di neonati e bambini che i genitori non riuscivano a procurarsi.

Accanto al sostegno materiale, il team multidisciplinare di Sanità di Frontiera, ha seguito quotidianamente le famiglie in un percorso psicologico e sociale, attivando laboratori in cui gli adulti potessero riscoprire la dimensione genitoriale insieme ai figli. Durante quei mesi abbiamo capito quanto fosse importante continuare la presa in carico di bambini e famiglie per attivare azioni a lungo termine.

L’EMERGENZA COVID-19

La successiva diffusione del Coronavirus ha reso ancora più evidente la necessità di un intervento sulla prima infanzia. L’emergenza nell’emergenza ha colpito una sfera prioritaria per lo sviluppo dei bambini, quella educativa e sociale.

Diversi studi mostrano come lo svantaggio\ dei minori che provengono dalle famiglie povere è il prodotto delle diverse opportunità ricevute, a partire dai primi anni di vita. che aumenta con il passare degli anni e porta a differenze significative rispetto al rischio di abbandono scolastico, alla motivazione allo studio e alle prospettive di occupazione.

Strutturare delle iniziative sui bambini 0-5 anni risulta quindi essere uno strumento efficace per prevenire la povertà minorile. È su questo asse che abbiamo continuato a operare in Albania, grazie a un progetto finanziato dal Fondo di Beneficienza Sanpaolo nei territori di Thumane, Lezha e Tirana che ci ha permesso di prendere in carico 800 bambini, di cui più di 400 nella fascia di età 0-5 anni.

Il nostro impegno non si ferma qui, siamo determinati a fare la nostra parte per contrastare quella povertà che spesso rimane invisibile ma le cui conseguenze hanno effetti devastanti sullo sviluppo degli individui e nel benessere della collettività: la povertà educativa.

Due emergenze ravvicinate sono andate a intaccare severamente quella fascia di popolazione in vulnerabilità socio-economica, aumentando ancora maggiormente i numeri di chi vive in povertà assoluta.

Aiutaci anche tu a garantire il nostro sostegno
ai bambini più fragili e alle loro famiglie.

Sanità di Frontiera

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00186 - Roma
C.F. 97871340580

Contatti

(+39) 06 45508615
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