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I corsi residenziali e la medicina della migrazione

I corsi residenziali “Salute e Migrazione”contribuiscono a soddisfare uno specifico bisogno del nostro sistema-Paese sostenendo il forte impegno sociale mostrato dai medici italiani attraverso l’attivazione di percorsi didattici che li supportino nella presa in carico e nella cura dei migranti.

I corsi offrono un panorama completo delle questioni relative alla medicina della migrazione grazie anche alla partecipazione delle principali Organizzazioni che, a diverso titolo, sono impegnate in Italia.

L’idea alla base dei corsi è che la salute dei migranti sia strettamente connessa a quella della comunità ospitante, e che sia necessario dare una visione a 360° del fenomeno migratorio e delle sue possibili ricadute in termini di salute e di benessere psicofisico e sociale.

I corsi si strutturano in più giornate: la prima è funzionale alla contestualizzazione a livello globale delle attuali dinamiche migratorie; nella seconda si affrontano tematiche più strettamente connesse ai traumi visibili e invisibili subiti dai migranti; nella terza, gli aspetti più strettamente clinici di prevenzione, cura e assistenza relativamente alle principali patologie riscontrate, per concludere con una sessione dedicata alle prospettive dei percorsi di accoglienza e di tutela della salute.

L’attività formativa di Sanità di Frontiera ha trovato riscontro nell’elevato numero di richieste di partecipazione ai corsi che, per ovvie ragioni logistiche e formative, possono essere fruiti solo da alcune decine di persone per volta.

Corsi in programma

Salute e migrazione: curare e prendersi cura

Roma

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25-28 Marzo 2019

I corsi residenziali “Salute e Migrazione” intendono contribuire a soddisfare uno specifico bisogno del nostro sistema-paese sostenendo il forte impegno sociale mostrato dai medici italiani attraverso l’attivazione di percorsi didattici che li supportino nella presa in carico e nella cura dei migranti.
I corsi offrono infatti un panorama completo delle questioni relative alla medicina della migrazione grazie anche alla partecipazione delle principali Organizzazioni che, a diverso titolo, sono impegnate nel settore  in Italia.

Curare e prendersi cura: la salute dei migranti – luglio 2021

Curare e prendersi cura: la salute dei migranti – luglio 2021

Webinar on line - Piattaforma Zoom

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2 - 9 -16 - 23 luglio 2021 - dalle ore 16 alle 19

Il corso offre agli operatori sanitari elementi utili per conoscere il fenomeno migratorio e le sue implicazioni a livello sanitario, anche alla luce della pandemia Covid-19.

Corsi effettuati

 

SIMM Roma – novembre 2019

E’ stata realizzata un’edizione speciale del corso "Salute e Migrazione: curare e prendersi cura”, della durata di due giorni, dedicata ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di Libera Scelta, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM).

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ASL Roma 1- luglio 2019

Questa edizione del corso di Sanità di Frontiera è stata realizzata in collaborazione con la UOSD Salute Migranti a valenza interdistrettuale della ASL Roma 1

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Corsi Residenziali

Lo sgombero del presidio umanitario di Piazzale Spadolini, promosso il 14 luglio dalla delegata alle periferie del Comune di Roma Federica Angeli e messo in atto da Comune, Questura, Prefettura, Municipio, Grandi Stazioni, Rete Ferroviaria italiana e BNL, è stato, in continuità con gli innumerevoli sgomberi degli ultimi anni, un’ennesima operazione priva di efficacia e incapace di affrontare un fenomeno sociale complesso.

Nessuna soluzione alternativa è stata infatti immaginata per le persone che trovavano riparo in quel luogo, in molti casi soggetti estremamente vulnerabili.

La stretta collaborazione tra le diverse associazioni che da diversi anni operano presso il presidio, ha consentito di intercettare molte persone fragili (minori non accompagnati, donne sole, persone con problemi di salute), migranti recentemente sbarcati sulle nostre coste e in transito verso altri paesi europei, migranti stabilmente presenti in Italia ma esclusi dal circuito dell'accoglienza cittadina del Comune di Roma, richiedenti asilo e rifugiati che non hanno una dimora.

A Piazzale Spadolini queste persone hanno trovato cibo, acqua e vestiario, un primo approdo di accoglienza, assistenza, legale e
sanitaria, supporto psicologico. Ogni giorno arrivano a Piazzale Spadolini in media 20 persone e la media di presenze giornaliere è di circa 100 -120 persone.

Le continue segnalazioni alla Sala Operativa Sociale e all'Ufficio Immigrazione del Comune di Roma da parte della rete associativa, per chiedere che vengano accolte le persone vulnerabili, hanno trovato difficilmente risposta e non poteva essere
altrimenti visto il continuo e progressivo depotenziamento del circuito cittadino dell’accoglienza.

Anche in questa occasione la situazione non è stata diversa: le persone allontanate da Piazzale Spadolini sono state letteralmente sostituite da fioriere, in un ipocrita intervento di riqualificazione urbana che lascia senza alternative dignitose degli esseri umani.

Questa ennesima operazione conferma la mancanza di una visione lucida e lungimirante del grave fenomeno dell'esclusione sociale a Roma, della capacità di pianificazione di interventi sociali graduali ma incisivi e della volontà politica di fornire delle risposte. In varie occasioni le associazioni scriventi hanno affermato che le operazioni di sgombero, come quella del 14 luglio, non risolvono in alcun modo il fenomeno della marginalità sociale a Roma, ma hanno solo l’effetto di spostare di pochi metri le persone, che saranno costrette a cercare riparo in altri luoghi ancor più isolati e irraggiungibili.

Si tratta ancora una volta di una manifestazione di irresponsabilità a cui va tempestivamente posto rimedio.

Sanità di Frontiera
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Medu - Medici per i Diritti Umani
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