Curare e prendersi cura: la salute dei migranti – luglio 2021

Webinar on line - Piattaforma Zoom

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2 - 9 -16 - 23 luglio 2021 - dalle ore 16 alle 19

Destinatari

Operatori sanitari e medici

Obiettivo del corso

Giunto alla sua decima edizione il corso offre agli operatori sanitari elementi utili per conoscere il fenomeno migratorio e le sue implicazioni a livello sanitario, anche alla luce della pandemia Covid-19.

Gli operatori sanitari spesso non hanno modo di approfondire le tematiche interculturali e di identificazione delle vulnerabilità connesse al percorso migratorio. Barriere linguistiche e culturali possono avere un impatto significativo sull’effettivo accesso delle persone straniere ai servizi sanitari che, come previsto dalla nostra Costituzione, devono essere garantiti a tutti gli individui indipendentemente dallo status giuridico. L’avvento della pandemia da Covid-19 ha, purtroppo, aumentato le diseguaglianze e fatto riemergere le cosiddette “malattie della povertà” ad un livello che non si riscontrava da anni; ma, in alcuni casi, ha anche sollecitato i servizi del sistema pubblico e del privato-sociale a creare reti che si sono rivelate fondamentali ed efficienti nella gestione dell’emergenza e che potrebbero essere utili per realizzare percorsi di assistenza sanitaria integrata sul territorio.

Programma Corso

Il corso offre una conoscenza del fenomeno migratorio nella sua complessità e strumenti utili per rispondere al meglio ai bisogni di salute, nonché alle necessità specifiche di assistenza alle persone migranti al fine di costruire un terreno comune di comprensione e scambio, anche alla luce delle nuove dinamiche emerse con la pandemia.

È suddiviso in 4 incontri, a cadenza settimanale, per la durata di un mese.

  1. Il Contesto
  2. Migrazione e pandemia
  3. Aspetti specifici e barriere invisibili
  4. Prospettive

Scarica il programma del corso >>

Costi e modalità di iscrizione

Il Corso è gratuito ma è prevista, come modalità di perfezionamento dell’iscrizione, dopo la compilazione del form qui sotto,  il versamento di una cauzione di 80 euro, che verrà restituita a chiusura della formazione, dopo aver verificato l’effettiva partecipazione agli incontri previsti, a conferma dell’impegno a voler seguire la formazione nella sua interezza, così da non escludere inutilmente altri potenziali discenti.

Coordinate bancarie per effettuare il bonifico
Intestatario: Associazione Sanità di Frontiera Onlus
Banca: Monti dei Paschi di Siena Ag. Roma Centro
IBAN: IT21-I010-3003-2830-0000-2157-927
Causale: nome cognome caparra attività di formazione
(inviare copia della ricevuta del bonifico a formazione@sanitadifrontiera.org)

Scadenza iscrizioni: 24 giugno 2021

Il corso non prevede il rilascio di crediti ECM.

Per informazioni

formazione@sanitadifrontiera.org – Tel.: 06 45508615

 

Form iscrizione




    (Esempio: "30/10/1980")





    SiNo



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    Curare e prendersi cura: la salute dei migranti – luglio 2021

    Lo sgombero del presidio umanitario di Piazzale Spadolini, promosso il 14 luglio dalla delegata alle periferie del Comune di Roma Federica Angeli e messo in atto da Comune, Questura, Prefettura, Municipio, Grandi Stazioni, Rete Ferroviaria italiana e BNL, è stato, in continuità con gli innumerevoli sgomberi degli ultimi anni, un’ennesima operazione priva di efficacia e incapace di affrontare un fenomeno sociale complesso.

    Nessuna soluzione alternativa è stata infatti immaginata per le persone che trovavano riparo in quel luogo, in molti casi soggetti estremamente vulnerabili.

    La stretta collaborazione tra le diverse associazioni che da diversi anni operano presso il presidio, ha consentito di intercettare molte persone fragili (minori non accompagnati, donne sole, persone con problemi di salute), migranti recentemente sbarcati sulle nostre coste e in transito verso altri paesi europei, migranti stabilmente presenti in Italia ma esclusi dal circuito dell'accoglienza cittadina del Comune di Roma, richiedenti asilo e rifugiati che non hanno una dimora.

    A Piazzale Spadolini queste persone hanno trovato cibo, acqua e vestiario, un primo approdo di accoglienza, assistenza, legale e
    sanitaria, supporto psicologico. Ogni giorno arrivano a Piazzale Spadolini in media 20 persone e la media di presenze giornaliere è di circa 100 -120 persone.

    Le continue segnalazioni alla Sala Operativa Sociale e all'Ufficio Immigrazione del Comune di Roma da parte della rete associativa, per chiedere che vengano accolte le persone vulnerabili, hanno trovato difficilmente risposta e non poteva essere
    altrimenti visto il continuo e progressivo depotenziamento del circuito cittadino dell’accoglienza.

    Anche in questa occasione la situazione non è stata diversa: le persone allontanate da Piazzale Spadolini sono state letteralmente sostituite da fioriere, in un ipocrita intervento di riqualificazione urbana che lascia senza alternative dignitose degli esseri umani.

    Questa ennesima operazione conferma la mancanza di una visione lucida e lungimirante del grave fenomeno dell'esclusione sociale a Roma, della capacità di pianificazione di interventi sociali graduali ma incisivi e della volontà politica di fornire delle risposte. In varie occasioni le associazioni scriventi hanno affermato che le operazioni di sgombero, come quella del 14 luglio, non risolvono in alcun modo il fenomeno della marginalità sociale a Roma, ma hanno solo l’effetto di spostare di pochi metri le persone, che saranno costrette a cercare riparo in altri luoghi ancor più isolati e irraggiungibili.

    Si tratta ancora una volta di una manifestazione di irresponsabilità a cui va tempestivamente posto rimedio.

    Sanità di Frontiera
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