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Lo staff di Sanità di Frontiera

Sanità di Frontiera siamo noi, esperti di cooperazione internazionale, progettazione europea e formazione, animati da un profondo trasporto per il lavoro che svolgiamo, convinti che il diritto alla salute di tutti sia alla base di un mondo più equo, inclusivo, aperto e rispettoso della diversità.

STAFF

Valeria Vivarelli

Responsabile Area Progetti

Un’esperta senior nella gestione di progetti internazionali: ha infatti lavorato per oltre 12 anni presso l’Ufficio Internazionale di un’Agenzia della Funzione Pubblica italiana come Project Manager ed esperta nel campo dello sviluppo istituzionale e della good governance. Ha gestito numerosi progetti europei in diversi Paesi in pre-adesione europea e in area extra-europea, curandone gli aspetti tecnici e finanziari. Dal 2016 presso Sanità di Frontiera si occupa in particolare della pianificazione e della gestione delle attività dell’associazione, nonché della ricerca di bandi e finanziamenti unitamente alla redazione di progetti nazionali ed europei.

Sara Falcone

Operational Manager

Dal 2007 Project Manager in progetti di cooperazione internazionale e, in ambito nazionale, di progetti legati all’utilizzo di fondi nazionali destinati alle regioni del Mezzogiorno. Esperienze che le hanno permesso di consolidare un’importante esperienza nella gestione di tutto il ciclo di progetto: dalla predisposizione del bando di gara ai rapporti con la committenza, dalla pianificazione e realizzazione delle attività, al monitoraggio dei costi sino alla presentazione dei rendiconti agli enti finanziatori.
In Sanità di Frontiera, si occupa sia della pianificazione e della gestione delle attività dell’associazione che della pianificazione e gestione delle attività formative.

Maura Pisciarelli

Responsabile Ufficio Stampa e Ricerca

Giornalista, esperta in relazioni pubbliche e istituzionali. È stata responsabile dell’ufficio stampa per due parlamentari della Repubblica Italiana nella XVI e nella XVII Legislatura. Ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione politica e istituzionale per un parlamentare europeo e dal 2017 fa parte del comitato di redazione della rivista Italianieuropei. Ha curato la comunicazione di eventi politici e culturali per partiti politici e associazioni. Per Sanità di Frontiera è Responsabile Ufficio Stampa e Ricerca.

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Staff

Lo sgombero del presidio umanitario di Piazzale Spadolini, promosso il 14 luglio dalla delegata alle periferie del Comune di Roma Federica Angeli e messo in atto da Comune, Questura, Prefettura, Municipio, Grandi Stazioni, Rete Ferroviaria italiana e BNL, è stato, in continuità con gli innumerevoli sgomberi degli ultimi anni, un’ennesima operazione priva di efficacia e incapace di affrontare un fenomeno sociale complesso.

Nessuna soluzione alternativa è stata infatti immaginata per le persone che trovavano riparo in quel luogo, in molti casi soggetti estremamente vulnerabili.

La stretta collaborazione tra le diverse associazioni che da diversi anni operano presso il presidio, ha consentito di intercettare molte persone fragili (minori non accompagnati, donne sole, persone con problemi di salute), migranti recentemente sbarcati sulle nostre coste e in transito verso altri paesi europei, migranti stabilmente presenti in Italia ma esclusi dal circuito dell'accoglienza cittadina del Comune di Roma, richiedenti asilo e rifugiati che non hanno una dimora.

A Piazzale Spadolini queste persone hanno trovato cibo, acqua e vestiario, un primo approdo di accoglienza, assistenza, legale e
sanitaria, supporto psicologico. Ogni giorno arrivano a Piazzale Spadolini in media 20 persone e la media di presenze giornaliere è di circa 100 -120 persone.

Le continue segnalazioni alla Sala Operativa Sociale e all'Ufficio Immigrazione del Comune di Roma da parte della rete associativa, per chiedere che vengano accolte le persone vulnerabili, hanno trovato difficilmente risposta e non poteva essere
altrimenti visto il continuo e progressivo depotenziamento del circuito cittadino dell’accoglienza.

Anche in questa occasione la situazione non è stata diversa: le persone allontanate da Piazzale Spadolini sono state letteralmente sostituite da fioriere, in un ipocrita intervento di riqualificazione urbana che lascia senza alternative dignitose degli esseri umani.

Questa ennesima operazione conferma la mancanza di una visione lucida e lungimirante del grave fenomeno dell'esclusione sociale a Roma, della capacità di pianificazione di interventi sociali graduali ma incisivi e della volontà politica di fornire delle risposte. In varie occasioni le associazioni scriventi hanno affermato che le operazioni di sgombero, come quella del 14 luglio, non risolvono in alcun modo il fenomeno della marginalità sociale a Roma, ma hanno solo l’effetto di spostare di pochi metri le persone, che saranno costrette a cercare riparo in altri luoghi ancor più isolati e irraggiungibili.

Si tratta ancora una volta di una manifestazione di irresponsabilità a cui va tempestivamente posto rimedio.

Sanità di Frontiera
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Medu - Medici per i Diritti Umani
Intersos

Sanità di Frontiera

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00186 - Roma
C.F. 97871340580

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(+39) 06 45508615
info@sanitadifrontiera.org

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